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L'uomo che muove la montagna inizia spostando piccole pietre.

Confucio




Ma quando cominciamo a spostare le pietre, siamo consapevoli che abbiamo iniziato a spostare la montagna, oppure usiamo le pietre , giorno dopo giorno, per costruire i muri della nostra personale prigione?

Quante volte, per non essere più feriti, preferiamo alzare un muro piuttosto che pensare: ma

perché? Perché preferisco nascondermi dietro un muro invece di impedire che mi trattino in questo modo ... Perché invece di parlare, taccio e soffro? Perché mi sento in colpa? Perché mi sento sbagliata? Perché devo piacere a tutti e tutti mi insegnano a vivere e a comportarmi? E se poi più nessuno mi vuole? Come faccio a meritarmi l'amore di chi mi vive accanto?

Ed a ogni perché ecco un altra pietra posta nel nostra personale costruzione del perimetro della nostra zona di comfort.

Ma ci stiamo veramente comode in questa zona, oppure cominciano i sintomi di insofferenza?

Tutti quei sintomi che cerchiamo di bloccare, di seppellire di far finta di non vedere ...

Poi un giorno ci rendiamo conto di esserci costruite una prigione, pietra su pietra, magone su magone, insofferenza su insofferenza, paura su paura ... ma ...

prova ad alzare gli occhi, il cielo è ancora li per te.

Scala il tuo muro, esci dalla tua prigione, e piano piano comincia a spostare la tua montagna ...

Buon lavoro!


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